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IL CONTROLLO MENTALE - LA FIDUCIA IN SE STESSI

Grandi Campioni attribuiscono alla preparazione mentale un ruolo principale: la sicurezza e la fiducia in se stessi giocano un ruolo fondamentale.

Analizziamo le difficoltà che atleti di altissimo livello incontrano durante la loro carriera sportiva.

Leggevo alcune interviste fatte ad atleti Coreani plurimedagliati, e riflettevo su come la fiducia nelle proprie capacità e possibilità vada ad incrementare il risultato durante le prestazioni di alto livello e specialmente durante gli scontri diretti, dove la tensione è massima e spesso è facile cadere nella prestazione "sottotono".

L'atteggiamento mentale con il quale i grandi Campioni Coreani affrontano il periodo agonistico è la base per capire dove e come lavorare per ottenere durante la competizione, risultati in linea con le prestazioni pregara.

Personalmente ho partecipato ed assistito ad allenamenti di atleti di alto livello e devo fare qualche considerazione sulla preparazione che spesse volte si limita a grandi volumi di frecce o a continue simulazioni di gara e a prove di scontri diretti dove poter valutare le eventuali cadute/tenute prestazionali. Insomma, tutto rivolto a continui stress per capire se e quando un atleta possa garantire il risultato o al contrario, possa cadere nell'errore. Quasi come fosse possibile allenare determinazione e sicurezza attraverso una continua "messa alla prova".

Sicuramente è necessario conoscere la tenuta di un Atleta Nazionale, specialmente in alcuni periodi, ma prestazioni importanti e costanti passano obbligatoriamente attraverso una grande fiducia in se stessi ed una buona dose di autostima, difficilmente allenabili "in gruppo".

Difficile è il lavoro del Tecnico, ma molto più complesso è il ruolo dell'Allenatore nella sua completezza.

"Volumi di carico e scarico", "sedute di allenamento fisico", "simulazioni di gara": questi sono generalmente i "compiti a casa" da fare per aumentare le prestazioni, le quali non sempre corrispondono a risultati in competizione. Durante la gara intervengono tensioni, stress, alti livelli andrenalinici che non sempre permettono di dominare la gara.

Ma come fare per aumentare la fiducia in se stessi? Come allenarsi per aumentare la propria autostima?

Oh Kyo Moon, atleta Coreano di spicco degli anni '90, uno dei più grandi arcieri di quell'epoca, intervistato dopo le Olimpiadi di Atlanta affermava: "non esiste per me un esercizio particolare per superare un punto debole della tecnica. Per me la cosa più importante è la condizione mentale e sono sempre più convinto che è indispensabile avere la massima fiducia in se stessi". "Non ho mai pensato di essere il migliore, anche se ho battuto qualche record del mondo. Durante gli scontri diretti, più importante non è avere una grande tecnica , bensì essere capaci di gestire i momenti difficili di maggiore stress. Spesso vediamo un grande atleta perdere uno scontro per una freccia tirata male a causa della mancanza di tranquillità. Gli atleti Coreani di altissimo livello lo sanno e lavorano costantemente per aumentare la fiducia in se stessi".

Oggi è uno dei maggiori Coach Coreani.

Kim Bo Ram, altro grande atleta Coreano degli anni 2000 affermava:"Penso che il mio punto debole non sia a livello tecnico, ma mentale. Ripetevo sempre l'errore che facevo nella gara precedente poichè mi era difficile dimenticarlo. Quando durante la competizione qualcosa non andava bene, pensavo che ciò fosse dovuto al solito errore. L'errore era latente ad ogni gara e aspettavo solo il momento che si ripresentasse per affermare che non potevo evitarlo. Ho capito che dovevo lavorare concentrandomi specialmente sull'aspetto mentale. Con l'aiuto dei Tecnici Coreani ho iniziato così un percorso per conoscere più approfonditamente me stesso. Così ho capito meglio le mie capacità e i miei problemi. Solo dopo 8 mesi sono riuscito a trovare la fiducia nelle mie potenzialità. Per quanto mi riguarda sono contento della mia tecnica, ma potrei migliorare la parte mentale.

Avevo altri problemi legati alla potenza della muscolatura, specialmente la mia parte sinistra era debole e non mi permetteva un corretto bilanciamento delle forze. Durante il rilascio ciò non mi permetteva di essere fluido e rilassato. Ho lavorato per potenziare la parte debole ed ora mi sento più sicuro. Non è facile risolvere questi problemi, ci vuole tempo, tanta pazienza ed un buon Allenatore".

Cho Yun Jeong, campionessa delle Olimpiadi di Barcellona, affermava: "Prima delle Olimpiadi non pensavo che la mia spalla avesse dei problemi, perchè secondo me la parola "non stabile" vuol dire "sentire insicurezza". Infatti non è importante non avere forza muscolare, ma ha molta rilevanza non avere forza mentale; non è rilevante agganciare male o rilasciare male con la mano destra, ma è importante percepire la sicurezza nell'aggancio fin dall'inizio. Per avere una posizione più sicura bisogna sentire un tutt'uno a partire dalle dita, per proseguire nella mano, il polso, nel gomito e nella spalla. Un aggancio più profondo mi ha garantito una migliore sensazione, tanto che ho collegato tutta la parte destra alla scapola (Back Tension)".

Molte altre interviste a grandi arcieri Coreani evidenziano un comune denominatore: la sicurezza e il forte credo in se stessi sono la base per grandi e durevoli prestazioni.

Come affermava un Allenatore Italiano, Dong-Eun Suk, "qualsiasi problema principale è causato dalla mancanza di attenzione durante l'allenamento. Chi vuole migliorare il suo livello tecnico, fisico, mentale deve continuare ad esercitarsi con il suo programma personale (giornaliero, mensile, periodico)". E terminava, sempre Suk, "non dimenticate che un piccolo problema potrebbe diventare grande".

Da un estratto di interviste ed affermazioni facciamo ora le nostre considerazioni per trarne le opportune conclusioni.

Esistono metodi scientifici e sufficientemente testati per aumentare la forza, le prestazioni fisiche, quelle tecniche e a volte persino quelle globali. Istruttori ed Allenatori, più o meno preparati, conoscono l'esistenza di metodi e testi che riportano tecniche e programmi specifici per incrementare le prestazioni. Istruttori ed Allenatori conoscono altresì l'importanza della soggettività del lavoro, della personalizzazione nell'applicare un programma di lavoro sull'atleta. Pochi praticano allenamenti o sedute di preparazione volte al miglioramento della prestazione mentale che a parer dei più grandi Campioni Mondiali è di fondamentale importanza per prestazioni in linea con i risultati pre-gara.

Ho sentito affermare da parte di alcuni Istruttori, che noi occidentali non siamo nelle condizioni psico-sociali per equiparare il lavoro degli atleti Orientali al nostro. Penso che indipendentemente da alcuni aspetti, sia un modo per ovviare alla generale ignoranza sull'argomento.

Ogni giorno, OGNI GIORNO, da ogni parte del nostro pianeta decine e decine di arcieri cadono nella trappola del Target Panic, in una delle sue molteplici forme di debilitazione. Istruttori dalle dubbie capacità, orientati alla salvaguardia del proprio ego, affrontano il problema in modo personale e drastico.

Innanzitutto l'intervento in autonomia, fondato sulla microscopica esperienza personale, considerando quasi mai la soggettività dell'individuo e del problema. Poi considerando poco che il problema cresce a dismisura fino alla completa debilitazione del tiro.

A distruzione avvenuta lasciano libero l'atleta di rivolgersi ad un buon Tecnico, che dovrebbe avere, a mio avviso, legami di parentela con Nostro Signore.

E' importante, come sempre, un buon lavoro di prevenzione e rinforzo dei punti di forza. L'allenamento dovrebbe comprendere in modo costante, sedute di training mentale a tutti i livelli.

La conoscenza, anche delle proprie reali capacità, è basilare per acquisire una valida autostima ed una visione positiva di ogni prestazione in gara. Troppi arcieri durante gli allenamenti lavorano senza un programma serio e ben definito.

Troppi arcieri valutano la sessione di lavoro "dimenticandosi" un paio di frecce tirate male per convincere e convincersi di aver raggiunto un determinato obiettivo. Non mi è mai capitato invece sentire un Campione parlare di record superati in allenamento. Mai visto foto di rosate fantastiche fatte "a casa", magari togliendo un paio di frecce "fuori posto".

La differenza dei "personaggi" sta nella presa di coscienza delle proprie reali capacità e nella sicurezza di poterle riproporre. Probabilmente se qualcuno fosse capace di stabilire i propri limiti "onestamente", sarebbe in grado di spostare i paletti delle proprie prestazioni ogni giorno più avanti.

L'autostima e la fiducia in se stessi passa sempre, obbligatoriamente, attraverso l'accettazione dei propri limiti del momento. Grandi risultati non arrivano mai "a sorpresa", ma dopo imponenti dosi di lavoro, che portano ad una forte fiducia nelle proprie prestazioni.

Un consiglio per chi decide di dedicarsi ad insegnare, allenare, dedicare le proprie capacità ad altri arcieri: non scordate mai la soggettività dell'atleta che seguite, non dimenticate di indagare sui suoi reali obiettivi nè di porlo giornalmente al centro delle vostre attenzioni. Non demandate a domani la soluzione di un problema, specialmente mentale, che oggi sembra poco importante e chiedete sempre l'aiuto a chi ha più esperienze vincenti rispetto a voi. Ammettere i propri limiti aumenta l'autostima anche nel ruolo dell'Allenatore. Un'ultima cosa: il "Feedback" non è solo un termine del "politically correct": come è necessario ascoltare i propri figli per conoscerli, così è importante conoscere intimamente i propri atleti. E come conoscere i figli aiuta a prevenire cattive abitudini, conoscere il proprio atleta ci permette di evitare tragiche cadute.

Il "Target Panic" è un male spesso senza uscita, pronto a divorare anche voi.

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